A molti può capitare di voler acquistare e guidare una moto, che si abbia già un’esperienza pregressa o meno. E in questo caso si entrerà a far parte del mondo dei motociclisti, si diventerà quindi un Centauro. Il termine deriva dalla creatura mitologica per metà umana per metà toro, ma non parleremo della derivazione del nome.

Alcuni pensano che centauro ci si nasce, altri invece affermano che ci si diventa perché alla fine è la passione per le due ruote ciò che conta e chiunque può assecondarla.

E’ risaputo che quando si è per strada, i motociclisti si salutino tra di loro; è quasi considerata una regola del buon costume e in alcuni casi deve rispettare alcune regole, ad esempio: chi guida moto sportive e chi guida Harvey non si salutano tra loro; come non si salutano tra motociclisti e scooteristi. Non è nota la motivazione di questo ma nonostante ciò essa viene comunque rispettata.

La motivazione del saluto tra centauri deriva da antiche leggende, alcune risalenti fin dal medioevo altre appartenenti al secolo passato.

La più bella da descrivere è sicuramente la più antica; ambientata all’epoca dei cavalieri medioevali; essa narra la storia di un cavaliere solitario in viaggio di ritorno da una crociata, stava percorrendo un sentiero di montagna; in alcuni tratti spronava il suo cavallo per godere del vento che passava attraverso le fessure della sua armatura per poi rallentare e godere dei suoni provenienti dal bosco. Quando ad un certo punto in lontananza vede arrivare verso la sua direzione un cavaliere felice. Quando i due si incrociarono, il cavaliere proveniente dal castello alzò la mano e dispose l’indice e il dito medio a ‘V’ per salutare il cavaliere di ritorno che però non ricambiò il saluto.

Il cavaliere che proveniva dal castello era, in realtà, divenuto l’amante della principessa quando il crociato era assente. Ecco come è arrivato fino a oggi questo saluto, i motociclisti che non salutano con le dita a ‘V’ rappresentano il cavaliere ‘cornuto’.

La regola vuole che quando si fa questo tipo di saluto si deve effettuare con la mano sinistra e si sporge leggermente in fuori il braccio.

Un’altra leggenda vuole che due cavalieri, dopo aver cavalcato per giorni si incrociarono e si salutarono senza un perché, alzando le due dita nella classica posa a ‘V’. Quando giunsero alle rispettive destinazioni raccontarono l’accaduto e questo fu considerato come un segno di amicizia.

Storicamente si pensa che il saluto tra cavalieri è da far risalire all’inizio del 1200 d.C. e quindi, quando i motociclisti si scambiano questo saluto in realtà si stanno scambiando un gesto di amicizia.

Oltre alla storia e alle leggende ci sono altri gesti che i motociclisti si scambiano con un loro particolare significato:

Oltre al saluto classico che abbiamo descritto sopra, c’è anche il colpetto di clacson, usato in alternativa al saluto a ‘V’; altrimenti c’è il lampeggio usato da solo o in aggiunto al saluto.

Ci sono poi altri gesti che indicano ad esempio di rallentare o di fare attenzione perché c’è una pattuglia delle forze dell’ordine.

Questi sono solo alcuni dei gesti che si scambiano i centauri, che si tratti di leggenda o no, oggi i motociclisti si considerano una grande famiglia e non smettono di portarsi rispetto reciproco.