Chi l’ha detto che donne e motori non possano andare d’accordo?

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Pochi sanno che spesso infilate in quelle tute integrali in pelle e nascoste in caschi integrali ci sono proprio delle donzelle.

E nella storia ne abbiamo di esempi di ragazze, donne, che hanno contribuito alla storia dello sport e della cultura motociclistica.

La prima da ricordare fu la pioniera delle donne in sella, Vittorina Sambri, montava una Borgo 500 monocilindrica e a volte con la bicilindrica della stessa casa torinese. Aveva esordito gareggiando in bicicletta sui velodromi e sulle piste in terra battuta, poi era passata al motore, il 17 agosto del 1913 si cimentò in una sfida a due sull’ippodromo di Faenza, contrapposta a un pilota di buon valore, vince lei, compiendo i 10 chilometri in 7,31 minuti e giunge prima con un buon vantaggio sull’antagonista.

Fra i motociclisti dell’epoca si diffuse la diceria che Vittorina in realtà fosse un uomo perchè portava soltanto pantaloni. Fu seppellita e il dubbio non venne mai sfatato. 

Beryl Swain raggiunse la notorietà nel 1962, quando divenne la prima donna a terminare il Tourist Torphy, corse nella categoria 50cc a bordo di un italianissima Itom, finendo 22esima su 25.
Il motociclismo era considerate ancora uno sport troppo pericoloso per una donna per cui gli organi di governo si mossero in fretta, revocandole la patente internazionale. Questo non la fermò del tutto, e negli anni successivi Beryl prese parte a numerose gare nazionali principalmente nella categoria 
50cc, ma occasinalmente corse anche con moto di 500cc. 

Gina Bovaird fu la prima e unica donna a correre nella classe 500 del Motomondiale. Partecipò al campionato americano AMA nella storica 200 Miglia di Indianapolis del 79, dove fu premiata come miglior debuttante in pista. Nel 1981 è la prima iscritta donna nella 500 mondiale dove non ha raggiunto grandi piazzamenti in poche gare.

La prima donna a conquistare punti in una gara del Motomondiale fu Taru Rinne. Passata alle moto, dopo gli inizi nei kart, fece subito faville.

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Nel 1987 e 1988 corse nel mondiale 125 conquistando 2 punti, i primi per una donna, nel 1989 ne fece ben 23, record assoluto ancora imbattuto per una ragazza.

Lei è senza dubbio la motocilista con la carriera più lunga e invidiabile: Katja Poensgen nel 1995 vince il campionato ADAC Junior Cup, nel 1997 vince il titolo europeo Supermono e nel 2001 debuttò nel mondiale 250, diventando la prima donna a ottenere punti in questa categoria.

Oggi nel Mondiale c’è una ragazza che partecipa in Moto3, ed è la spagnola Ana Carrasco. Diciassette anni, alla guida di una Kalex, ha iniziato fin da piccola a correre in moto ed ha impressionato nel campionato spagnolo di 125. Al suo secondo anno nel Mondiale Ana non si lascia intimidire dai colleghi e il suo motto è “Una donna in un mondo di uomini”. cui ha partecipato dal 2001.